La vitamina D è uno dei supplementi più raccomandati in età pediatrica, eppure molti genitori si trovano a chiedersi perché sia necessaria, quanto darne, e soprattutto per quanto tempo. Le risposte sono più semplici di quanto sembri, e capirle aiuta a seguire la terapia con consapevolezza.
Perché i neonati sono a rischio di carenza
La vitamina D è prodotta dalla pelle quando viene esposta alla luce solare ultravioletta. Nei neonati, l’esposizione al sole è necessariamente molto limitata: la pelle è delicata, non è raccomandato esporre i bambini sotto i sei mesi alla luce solare diretta, e anche in età successive molti bambini trascorrono la maggior parte del tempo in ambienti chiusi.
Il latte materno, pur essendo l’alimento ideale per il neonato, contiene quantità di vitamina D molto basse, insufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero. I latti artificiali sono integrati, ma le quantità raccomandate spesso non vengono raggiunte nelle prime settimane di vita.
A cosa serve la vitamina D in questa fase
Nei primi anni di vita la vitamina D è essenziale per l’assorbimento del calcio e la mineralizzazione delle ossa. Una carenza prolungata porta al rachitismo, una malattia oggi fortunatamente rara nei paesi ad alto reddito proprio grazie alla supplementazione sistematica, ma che non è scomparsa. Ricerche recenti suggeriscono anche un ruolo della vitamina D nella maturazione del sistema immunitario e nella prevenzione di alcune malattie autoimmuni.
Quanto, come e fino a quando
Le principali società pediatriche italiane ed europee raccomandano una supplementazione di 400 UI al giorno a partire dai primi giorni di vita, indipendentemente dal tipo di allattamento, fino almeno al primo anno di età. In bambini con fattori di rischio (carnagione scura, scarsa esposizione solare, allattamento esclusivo prolungato) può essere indicato continuare fino a due anni o oltre, su valutazione del pediatra.
Le gocce di vitamina D sono sicure, facili da somministrare e ben tollerate. Non è necessario un esame del sangue per iniziare la supplementazione nei bambini sani: il pediatra di famiglia è la figura di riferimento per valutare il dosaggio giusto.









