Viaggi lunghi in gravidanza: come ridurre il rischio di gonfiore e trombosi

Durante la gravidanza è frequente avvertire gambe pesanti e caviglie gonfie, soprattutto con il caldo e nelle ore serali. Rimanere sedute a lungo durante un viaggio in auto, treno o aereo può accentuare questi disturbi perché rallenta il ritorno del sangue dalle gambe verso il cuore.

La gravidanza comporta inoltre un fisiologico aumento della capacità di coagulazione del sangue. Per questo i viaggi di durata superiore a quattro ore, soprattutto se trascorsi quasi completamente immobili, sono considerati un fattore aggiuntivo di rischio per la trombosi venosa profonda.

Il rischio assoluto rimane generalmente basso, ma deve essere valutato individualmente.

Muovere frequentemente le gambe

La misura più importante è evitare di restare immobili per molte ore. In auto è consigliabile programmare una sosta ogni una o due ore per camminare qualche minuto. Durante un viaggio in treno o in aereo è utile alzarsi regolarmente, quando le condizioni lo consentono.

Anche da sedute si possono eseguire semplici movimenti: sollevare alternativamente punte e talloni, ruotare le caviglie e contrarre i muscoli dei polpacci. Questi esercizi dovrebbero essere ripetuti circa ogni trenta minuti.

È preferibile indossare abiti larghi e scarpe comode, evitando indumenti che stringano all’inguine o alle gambe. In aereo, un posto vicino al corridoio può facilitare gli spostamenti.

Idratazione e calze elastiche

Bere acqua regolarmente aiuta a contrastare la disidratazione e il malessere legato al viaggio. È consigliabile limitare le bevande con molta caffeina ed evitare l’alcol, che in gravidanza non deve essere consumato.

Per i viaggi medio-lunghi il medico o l’ostetrica possono consigliare calze elastiche a compressione graduata. Non sono uguali alle comuni calze contenitive: devono avere misura e compressione adeguate ed essere indossate correttamente, senza arrotolarle.

Le donne con precedenti trombosi, trombofilie, obesità, gravidanza multipla, immobilità o altri fattori di rischio devono parlarne con il ginecologo prima della partenza. In alcune situazioni può essere prescritta un’eparina a basso peso molecolare. Non bisogna assumere autonomamente aspirina o anticoagulanti: l’aspirina non sostituisce la profilassi specifica della trombosi da viaggio.

Gonfiore normale o segnale d’allarme?

Un gonfiore lieve e simmetrico di piedi e caviglie, che migliora muovendosi o tenendo le gambe sollevate, è comune in gravidanza. Deve invece essere valutato rapidamente un gonfiore improvviso che interessa soprattutto una gamba, in particolare se associato a dolore al polpaccio o alla coscia, calore, arrossamento o cambiamento di colore della pelle.

Affanno improvviso, dolore al petto, battito molto accelerato, tosse con sangue o perdita di coscienza possono indicare un’embolia polmonare: in questi casi bisogna chiamare immediatamente il 112.

Prima di organizzare un viaggio lungo è utile confrontarsi con il ginecologo, considerando epoca gestazionale, condizioni della gravidanza e assistenza disponibile nella destinazione scelta.

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