«È sempre stanco», «non ha voglia di fare nulla», «passerebbe la giornata a dormire». Sono frasi che molti genitori pronunciano parlando dei propri figli adolescenti. La stanchezza viene spesso interpretata come pigrizia, disinteresse o mancanza di volontà. In realtà, durante l’adolescenza il corpo attraversa cambiamenti importanti e una sensazione persistente di affaticamento può avere origini molto diverse. Nella maggior parte dei casi è sufficiente correggere alcune abitudini, ma ci sono situazioni nelle quali è opportuno confrontarsi con il pediatra o con il medico.
Perché un adolescente può sentirsi sempre stanco
La prima causa da considerare è la mancanza di sonno. Gli adolescenti tendono naturalmente ad addormentarsi più tardi, ma al mattino devono alzarsi presto per andare a scuola. A questo si aggiungono studio, sport, uscite, videogiochi e smartphone utilizzati fino a tarda sera. Il risultato è un debito di sonno che può accumularsi nel corso della settimana.
Dormire poco o male rende più difficile svegliarsi, concentrarsi e affrontare gli impegni quotidiani. Può inoltre favorire irritabilità, calo del rendimento scolastico e difficoltà di memoria. Per gli studenti delle scuole superiori sono raccomandate almeno otto ore di sonno ogni notte.
Alimentazione, carenza di ferro e altri fattori fisici
Saltare la colazione, mangiare in modo disordinato o seguire diete troppo restrittive può ridurre l’energia disponibile durante la giornata. Anche bere poca acqua, abusare di bevande energetiche oppure svolgere un’attività sportiva intensa senza un’alimentazione adeguata può contribuire alla stanchezza.
Tra le possibili cause fisiche deve essere considerata anche la carenza di ferro, soprattutto nelle ragazze con mestruazioni abbondanti, negli adolescenti che seguono un’alimentazione poco varia o durante i periodi di crescita più rapida. L’anemia può manifestarsi con stanchezza, pallore, debolezza, irritabilità, mal di testa, capogiri o affanno.
La stanchezza può essere associata anche a infezioni recenti, mononucleosi, problemi alla tiroide, disturbi del sonno o altre condizioni che devono essere valutate dal medico. Per questo è sconsigliato somministrare autonomamente ferro, vitamine o altri integratori senza averne verificato la reale necessità.
Stress, impegni e benessere psicologico
Gli adolescenti possono sentirsi sopraffatti da scuola, sport, aspettative familiari, relazioni con i coetanei e confronto continuo sui social. Anche quando non riescono a esprimerlo chiaramente, lo stress può tradursi in stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, mal di testa o disturbi gastrointestinali.
Una perdita di interesse verso le attività abituali, l’isolamento, un improvviso calo del rendimento scolastico o cambiamenti importanti nel sonno e nell’appetito meritano attenzione. Prima di accusare un ragazzo di essere pigro, può essere utile chiedergli come si sente e ascoltare la risposta senza minimizzare. La stanchezza può essere anche il segnale di un disagio emotivo, di ansia o di depressione.
Quando la stanchezza richiede degli accertamenti
Un periodo di affaticamento dopo settimane impegnative può essere normale. È invece consigliabile rivolgersi al medico quando la stanchezza dura per diverse settimane, non migliora con il riposo oppure impedisce all’adolescente di frequentare la scuola, praticare sport o svolgere le normali attività.
È importante richiedere una valutazione anche quando compaiono pallore evidente, perdita di peso, febbre, linfonodi ingrossati, capogiri frequenti, svenimenti, fiato corto, palpitazioni, dolori persistenti o cambiamenti significativi dell’umore.
Attraverso il colloquio, la visita e, quando necessario, alcuni esami del sangue, il medico potrà individuare l’origine del problema. Riconoscere la stanchezza come un possibile segnale del corpo o della mente è il primo passo per aiutare un adolescente a ritrovare energia e benessere.









