Punture di insetto nei bambini: quando gonfiore e arrossamento richiedono il pediatra

Durante l’estate aumentano le occasioni di trascorrere tempo all’aperto, ma anche gli incontri con zanzare, api, vespe e altri insetti. Nella maggior parte dei casi una puntura provoca soltanto un piccolo pomfo arrossato, prurito e un lieve gonfiore destinati a migliorare spontaneamente. Alcune reazioni, però, richiedono il consiglio del pediatra o un intervento urgente.

La normale reazione locale

Dopo una puntura può comparire un rigonfiamento rosso e pruriginoso, talvolta con un piccolo punto centrale. Nei bambini la reazione può sembrare particolarmente evidente perché la pelle è sensibile e tende a gonfiarsi facilmente.

Il gonfiore può aumentare nelle prime ore e durare alcuni giorni, soprattutto se la puntura interessa palpebre, mani o piedi. Una reazione locale estesa non indica necessariamente un’allergia grave, se rimane limitata alla zona interessata e il bambino respira normalmente e sta bene.

È utile lavare la pelle con acqua e sapone e applicare un impacco freddo per circa dieci minuti, proteggendo la pelle dal contatto diretto con il ghiaccio. Se è presente il pungiglione di un’ape, va rimosso delicatamente senza comprimere il sacco del veleno.

Bisogna evitare bicarbonato, aceto, ammoniaca e altri rimedi casalinghi. Creme cortisoniche e antistaminici devono essere utilizzati soltanto dopo il consiglio del pediatra o del farmacista.

Quando contattare il pediatra

Il controllo è consigliato se il gonfiore continua ad aumentare, coinvolge un’area molto ampia o limita i movimenti. Il pediatra deve essere consultato anche quando la puntura si trova all’interno della bocca, vicino all’occhio oppure quando il bambino è stato punto numerose volte.

Il prurito può spingere a grattarsi, lesionando la pelle e favorendo un’infezione. Un arrossamento che si allarga dopo uno o due giorni, diventa caldo e doloroso oppure si associa a pus, striature rosse o febbre può indicare una sovrainfezione e richiede una valutazione.

Anche malessere, vomito, dolore addominale o orticaria lontano dalla sede della puntura non devono essere sottovalutati.

I segnali di una reazione allergica grave

L’anafilassi può svilupparsi rapidamente, soprattutto dopo punture di api, vespe e calabroni. I segnali d’allarme comprendono difficoltà respiratoria, voce rauca, tosse improvvisa, gonfiore di labbra, lingua o gola, orticaria diffusa, pallore, debolezza, confusione o perdita di coscienza.

In presenza di questi sintomi bisogna chiamare immediatamente il 112. Se al bambino è stato prescritto un autoiniettore di adrenalina, deve essere utilizzato seguendo il piano indicato dallo specialista, senza aspettare l’arrivo dei soccorsi.

Fotografare l’evoluzione della lesione può aiutare il pediatra a valutarla. Più delle dimensioni del pomfo, contano la velocità con cui cambia e le condizioni generali del bambino.

 

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