Nel terzo trimestre i movimenti del bambino diventano una presenza quotidiana sempre più riconoscibile. Calci, stiramenti, rotazioni, piccoli colpi: con il passare delle settimane ogni mamma impara a conoscere il ritmo del proprio bambino e a distinguere i momenti in cui è più attivo da quelli in cui riposa.
Con l’avvicinarsi del parto, però, può nascere un dubbio molto comune: è normale che il bambino si muova meno perché ha meno spazio? La risposta è importante: il tipo di movimento può cambiare, ma la percezione dei movimenti fetali non dovrebbe ridursi in modo significativo solo perché la gravidanza è arrivata alle ultime settimane.
Come cambiano i movimenti nel terzo trimestre
Man mano che il bambino cresce, lo spazio all’interno dell’utero diventa più limitato. Per questo, soprattutto nelle ultime settimane, i movimenti possono essere percepiti in modo diverso. I grandi “capovolgimenti” tipici dei mesi precedenti possono lasciare spazio a stiramenti, pressioni, rotazioni e movimenti più lenti ma comunque ben riconoscibili.
Non è quindi necessario aspettarsi sempre calci fortissimi. Quello che conta è soprattutto che il bambino continui a muoversi secondo il proprio ritmo abituale.
Il bambino si muove meno prima del parto?
È una convinzione molto diffusa, ma può essere fuorviante. Avvicinandosi al parto, il bambino può cambiare posizione e avere meno spazio per alcuni movimenti ampi, ma non dovrebbe diventare improvvisamente molto meno attivo.
Ogni bambino ha un proprio schema di attività, che la mamma impara progressivamente a conoscere. È proprio una variazione evidente rispetto a quel comportamento abituale a meritare attenzione. In altre parole, non bisogna confrontare necessariamente il numero di movimenti con quello di un’altra gravidanza o con quello raccontato da altre mamme. È più utile chiedersi: oggi il mio bambino si sta muovendo come fa di solito?
Ci sono momenti della giornata in cui il bambino si muove di più?
Sì. I movimenti fetali non sono costanti durante tutta la giornata. Il bambino alterna periodi di attività e periodi di sonno, durante i quali può rimanere più tranquillo. Alcune mamme avvertono maggiormente i movimenti la sera, altre dopo i pasti o quando si sdraiano e smettono di muoversi.
Anche l’attività della mamma durante il giorno può rendere alcuni movimenti meno evidenti. Per questo è importante conoscere il proprio bambino e il suo ritmo abituale, piuttosto che cercare una regola identica per tutte le gravidanze.
Cosa fare se sembra muoversi meno
Se si ha la sensazione che il bambino si muova meno del solito, non è consigliabile aspettare semplicemente il giorno successivo pensando che sia normale perché il parto è vicino. È utile fermarsi, prestare attenzione ai movimenti e contattare il ginecologo, l’ostetrica o il punto nascita se la riduzione appare significativa o diversa dal solito.
Il personale sanitario potrà valutare la situazione e, se necessario, effettuare controlli come il monitoraggio del battito cardiaco fetale. Quando si parla di movimenti fetali, è sempre meglio chiedere una valutazione in più piuttosto che ignorare un cambiamento evidente.
Bisogna contare i movimenti?
In alcune gravidanze il ginecologo o l’ostetrica possono suggerire di prestare attenzione in maniera più strutturata ai movimenti del bambino. Esistono diversi metodi per registrarli, ma non è necessario trasformare ogni giornata in una conta ossessiva se non è stato indicato dal professionista che segue la gravidanza.
L’aspetto più importante è riconoscere il normale schema di attività del proprio bambino e segnalare eventuali cambiamenti. Se il medico ha invece consigliato un metodo specifico di conteggio, è importante seguire esattamente quelle indicazioni.
Quando rivolgersi subito al medico
È opportuno contattare rapidamente il punto nascita o il professionista che segue la gravidanza se i movimenti risultano nettamente ridotti rispetto al solito, se non vengono percepiti per un periodo insolitamente lungo oppure se la mamma avverte che qualcosa è cambiato in modo evidente.
Non bisogna aspettare la comparsa di altri sintomi per chiedere un parere. La percezione dei movimenti del bambino rappresenta infatti uno degli strumenti più semplici che la futura mamma ha per osservare il suo benessere quotidiano.
Le ultime settimane: movimenti diversi, non assenti
Con l’avvicinarsi del parto cambia il corpo della mamma, cambia la posizione del bambino e possono cambiare anche le sensazioni percepite. I movimenti possono diventare meno ampi e assumere caratteristiche diverse, ma devono continuare a essere presenti. Conoscere il ritmo abituale del proprio bambino e prestare attenzione alle variazioni permette di vivere le ultime settimane con maggiore consapevolezza e di sapere quando è opportuno chiedere un controllo.









