Durante la gravidanza può capitare di avere il fiato corto anche dopo un piccolo sforzo oppure di percepire il cuore più veloce, forte o irregolare. Sono sensazioni che possono preoccupare, soprattutto quando compaiono per la prima volta. Nella maggior parte dei casi dipendono dai cambiamenti affrontati dall’organismo materno, ma è importante riconoscere i segnali che richiedono un controllo medico.
Come cambia il sistema cardiocircolatorio durante la gravidanza
Fin dalle prime settimane il corpo comincia a produrre una maggiore quantità di sangue per sostenere la placenta e garantire al bambino ossigeno e sostanze nutritive. Il cuore deve quindi lavorare più intensamente, aumentando la quantità di sangue pompata e, spesso, anche la frequenza dei battiti.
Con il progredire della gravidanza, l’utero cresce e occupa sempre più spazio nell’addome. Il diaframma può muoversi con maggiore difficoltà e la futura mamma può avvertire il bisogno di respirare più frequentemente o più profondamente. Anche i cambiamenti ormonali contribuiscono alla sensazione di affanno, che può manifestarsi già nei primi mesi.
Quando affanno e battito accelerato sono fisiologici
Un lieve fiatone dopo aver camminato velocemente, salito le scale o svolto un’attività domestica può essere normale. Lo stesso vale per brevi episodi nei quali il cuore sembra battere più forte, accelerare improvvisamente oppure perdere un colpo.
Queste sensazioni possono comparire con maggiore facilità durante le giornate calde, dopo uno sforzo, nei momenti di ansia o quando si è bevuto poco. Possono inoltre essere favorite dalla stanchezza, dalla pressione bassa, dall’eccesso di caffeina o da pasti troppo abbondanti.
In genere, gli episodi fisiologici durano poco, migliorano con il riposo e non sono accompagnati da dolore al petto, svenimenti o una grave difficoltà respiratoria. Se diventano frequenti o compaiono anche mentre si è ferme, è comunque opportuno parlarne con il ginecologo.
Cosa fare quando compaiono le palpitazioni
Quando si avverte il cuore accelerato, è consigliabile interrompere ciò che si sta facendo, sedersi e respirare lentamente. Bere dell’acqua può aiutare, soprattutto se le palpitazioni sono legate al caldo o alla disidratazione.
È utile limitare caffè, tè, bevande energetiche e altre sostanze stimolanti, mangiare regolarmente e cercare di rispettare adeguati tempi di riposo. Anche alzarsi lentamente dal letto o dalla sedia può ridurre gli episodi associati a un calo della pressione.
Può essere utile annotare quando compaiono le palpitazioni, quanto durano e quali attività le precedono. Queste informazioni aiuteranno il medico a valutarne le possibili cause, tra le quali possono esserci anemia, alterazioni della tiroide o disturbi del ritmo cardiaco. Farmaci e integratori non devono essere assunti senza indicazione medica.
I sintomi da non sottovalutare
È necessario chiedere immediatamente assistenza quando le palpitazioni non passano oppure sono accompagnate da dolore o oppressione al petto, forte difficoltà respiratoria, vertigini, svenimento o sensazione di perdere conoscenza.
Richiedono un controllo tempestivo anche un affanno improvviso o presente a riposo, la difficoltà a respirare quando si è sdraiate, un gonfiore rapido di gambe e caviglie, una tosse persistente o un battito molto accelerato che non rallenta fermandosi.
Nella maggior parte dei casi, fiato corto e battito più veloce fanno parte dei cambiamenti fisiologici della gravidanza. Segnalare questi episodi durante i controlli permette però di verificarne l’origine, escludere eventuali problemi e vivere l’attesa con maggiore tranquillità.









