Eritema infettivo nei bambini: cos’è?

L’eritema infettivo, noto anche come quinta malattia, è un’infezione virale molto comune in età pediatrica. Colpisce soprattutto i bambini tra i 3 e i 10 anni e, nella maggior parte dei casi, ha un decorso lieve. Nonostante questo, riconoscerlo tempestivamente è importante per gestire al meglio i sintomi e prevenire eventuali complicazioni, soprattutto in soggetti fragili o in gravidanza.

Che cos’è l’eritema infettivo

L’eritema infettivo è causato dal parvovirus B19, un virus che si trasmette principalmente attraverso le goccioline respiratorie (tosse, starnuti, contatto ravvicinato). Può diffondersi anche tramite il contatto con oggetti contaminati e, più raramente, attraverso il sangue.

L’infezione ha un’incubazione di circa 4-14 giorni, durante i quali il bambino può essere contagioso senza manifestare ancora alcun sintomo. Una caratteristica importante da ricordare è che il bambino non è più considerato contagioso quando compaiono le tipiche macchie sul viso, cioè nel momento in cui l’eruzione cutanea diventa evidente.

Come si manifesta: i sintomi principali

I sintomi dell’eritema infettivo compaiono in due fasi.

1. Fase iniziale (non specifica)

Inizia con sintomi simili a un comune raffreddore:

  • febbricola o febbre lieve;
  • mal di testa;
  • malessere generale;
  • lieve mal di gola;
  • talvolta dolori articolari, più comuni negli adolescenti.

Questa fase è spesso talmente blanda che può passare inosservata.

2. Fase dell’eruzione cutanea

Dopo qualche giorno, compaiono le caratteristiche chiazze rosse sulle guance: il bambino sembra avere “le guance schiaffeggiate”, un segno molto tipico della malattia.

L’eruzione può poi estendersi a braccia, tronco e gambe, con un aspetto a reticolo o “a carta geografica”. Le macchie possono aumentare o ridursi di intensità in base a:

  • calore (bagni caldi, attività fisica);
  • esposizione al sole;
  • emozioni forti o stress.

In generale, l’esantema non provoca prurito o solo un fastidio lieve.

Contagiosità

Come già accennato, è importante sottolineare che il bambino è contagioso prima della comparsa dell’eruzione, mentre non lo è più quando le macchie sono visibili.

Come si cura

Non esiste una terapia specifica contro il parvovirus B19. Il trattamento è sintomatico, cioè mirato ad alleviare i disturbi.

Cosa fare

  • Riposo nei giorni di febbre o malessere.
  • Idratazione abbondante, soprattutto se il bambino ha febbre.
  • Paracetamolo o ibuprofene (solo su indicazione pediatrica) se febbre o dolori sono fastidiosi.
  • Vestire il bambino con abiti leggeri per evitare il calore eccessivo, che potrebbe accentuare l’eruzione.

Quando preoccuparsi

L’eritema infettivo è quasi sempre innocuo, ma è bene contattare il pediatra se:

  • la febbre persiste oltre 3 giorni;
  • il bambino appare molto abbattuto o lamenta forti dolori articolari;
  • l’eruzione cutanea peggiora rapidamente;
  • il piccolo ha anemia, malattie del sistema immunitario o altre fragilità;
  • una donna incinta è venuta a contatto con il bambino malato (per i rischi legati al feto).

L’eritema infettivo è una malattia esantematica comune e generalmente lieve. Riconoscere i sintomi, soprattutto la tipica eruzione a “guance schiaffeggiate”, aiuta a distinguere questa condizione da altre infezioni pediatriche. Con cure semplici e un’attenzione ai segnali di allarme, i bambini guariscono completamente nel giro di pochi giorni. Se ci sono dubbi o se il piccolo appartiene a categorie a rischio, il confronto con il pediatra resta sempre la scelta più sicura.

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