Dopo il parto il corpo ha bisogno di tempo per recuperare. Nei primi giorni possono comparire perdite di sangue, crampi, dolore nella zona del perineo o fastidio in corrispondenza della ferita del cesareo. Molti di questi disturbi fanno parte del normale recupero.
Il problema è capire quando un sintomo sta seguendo un’evoluzione fisiologica e quando, invece, merita una valutazione medica.
La regola più utile è osservare come cambia nel tempo: perdite e dolore dovrebbero progressivamente ridursi, non aumentare.
Le perdite dopo il parto: che cosa sono le lochiazioni?
Dopo la nascita è normale avere perdite vaginali, chiamate lochiazioni, anche dopo un parto cesareo.
Nei primi giorni possono essere piuttosto abbondanti e di colore rosso vivo, simili a una mestruazione intensa. Progressivamente tendono a diminuire e a cambiare colore, diventando più scure, poi brunastre e infine più chiare.
Possono continuare per diverse settimane e, secondo il NHS, spesso si esauriscono nell’arco di circa 6-8 settimane, anche se la durata può variare da donna a donna.
Durante l’allattamento può capitare che le perdite diventino temporaneamente un po’ più abbondanti o più rosse. La suzione stimola infatti la produzione di ossitocina, che favorisce le contrazioni dell’utero.
I crampi possono essere normali
Nei giorni successivi al parto molte donne avvertono dolori simili a quelli mestruali.
Sono i cosiddetti morsi uterini, provocati dalle contrazioni con cui l’utero comincia progressivamente a tornare alle dimensioni precedenti alla gravidanza. Possono essere più intensi durante l’allattamento e nelle donne che hanno già avuto altre gravidanze.
Anche un certo dolore perineale dopo un parto vaginale può essere normale, soprattutto in presenza di una lacerazione o di un’episiotomia.
Dopo un cesareo, invece, è prevedibile un dolore nella zona dell’incisione, che dovrebbe comunque migliorare gradualmente con il passare dei giorni.
Quando le perdite diventano un campanello d’allarme?
Un sanguinamento improvvisamente molto abbondante non deve essere considerato una normale conseguenza del parto.
Il NHS raccomanda assistenza urgente se il sanguinamento diventa improvvisamente molto intenso, soprattutto se è accompagnato da debolezza, vertigini, sensazione di svenimento o battito cardiaco accelerato. Potrebbe trattarsi di un’emorragia post partum, una complicanza che richiede un trattamento tempestivo.
Le più recenti linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano proprio l’importanza di riconoscere e trattare rapidamente un sanguinamento eccessivo dopo il parto.
Anche perdite che invece di diminuire diventano progressivamente più abbondanti, la presenza di coaguli importanti o un odore insolito devono essere riferiti al medico o all’ostetrica.
Febbre e dolore che aumenta non vanno ignorati
Un dolore che giorno dopo giorno diminuisce è generalmente compatibile con il recupero. Un dolore che aumenta richiede invece maggiore attenzione.
Febbre superiore a 38 °C associata a dolore addominale, perdite maleodoranti o peggioramento del dolore nella zona del perineo può essere un segnale di infezione.
Dopo un cesareo è importante osservare anche la ferita: aumento del dolore, arrossamento, gonfiore o secrezioni devono essere segnalati.
Non tutti i segnali riguardano l’utero
Nel post parto bisogna prestare attenzione anche ad altri sintomi. Dolore, gonfiore o arrossamento soprattutto a una sola gamba possono essere compatibili con una trombosi venosa profonda, mentre dolore al petto o difficoltà respiratoria richiedono una valutazione urgente. Anche un forte mal di testa associato a disturbi della vista o vomito deve essere segnalato, perché alcune complicanze ipertensive possono comparire anche dopo la nascita.
Il post parto, quindi, comporta inevitabilmente qualche disagio, ma “hai appena partorito” non dovrebbe diventare la spiegazione automatica di qualsiasi sintomo.
Perdite e dolori che diminuiscono progressivamente fanno generalmente parte del recupero. Se invece aumentano, cambiano improvvisamente o si associano a febbre, malessere importante, difficoltà respiratoria o altri sintomi insoliti, è il momento di chiedere una valutazione.









