Disortografia nel bambino: di cosa si tratta?

La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la scrittura, in particolare l’aspetto ortografico. È spesso meno conosciuta rispetto alla dislessia, ma può avere un impatto significativo sul rendimento scolastico e sull’autostima del bambino. Comprendere cos’è la disortografia, come si manifesta e come intervenire è fondamentale per genitori, insegnanti e pediatri.

Cos’è la disortografia?

La disortografia è un disturbo che compromette la corretta scrittura delle parole sotto il profilo ortografico, senza però coinvolgere la parte grafica della scrittura (che è invece oggetto della disgrafia). In altre parole, il bambino con disortografia scrive male le parole: commette errori frequenti come omissioni di lettere, scambio di suoni simili o separazioni indebite.

Non si tratta di una semplice “svista” o di una mancanza di attenzione, ma di un vero e proprio disturbo neuroevolutivo riconosciuto dalla legge italiana (L. 170/2010), che richiede una diagnosi specialistica e un intervento mirato.

Come si manifesta?

I segnali della disortografia iniziano solitamente a emergere nella scuola primaria, in particolare durante la seconda o terza classe, quando le richieste scolastiche diventano più complesse. Alcuni esempi di errori tipici nei bambini con disortografia includono:

  • Omissione di lettere o sillabe (es. “colto” al posto di “ascolto”)
  • Inversione di lettere (es. “onco” per “cono”)
  • Sostituzioni di suoni simili (es. “casa” scritta come “caza”)
  • Errori di accento e doppie
  • Fusioni o separazioni indebite di parole (es. “lacqua” o “la casa” scritto “l acasa”)
  • Difficoltà con regole ortografiche complesse come l’uso di “cu”/“qu”, “sc”/“sch”, ecc.

È importante sottolineare che la disortografia può coesistere con altri DSA, come la dislessia (difficoltà nella lettura) e la discalculia (difficoltà con i numeri). Tuttavia, può anche manifestarsi in modo isolato.

Cause e diagnosi

La disortografia non è causata da pigrizia, mancanza di intelligenza o carenze educative. Ha una base neurobiologica e può essere presente anche in bambini molto intelligenti e motivati.

La diagnosi viene effettuata da un’équipe multidisciplinare (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) attraverso test standardizzati. È consigliabile iniziare l’iter diagnostico dopo la seconda elementare, quando il bambino ha già avuto un adeguato periodo di esposizione all’insegnamento della scrittura.

Come intervenire?

La disortografia non si “guarisce”, ma può essere gestita con strategie didattiche, strumenti compensativi e interventi mirati. Gli approcci più utili includono:

  • Logopedia e potenziamento specifico: per migliorare la consapevolezza fonologica e l’automatizzazione delle regole ortografiche.
  • Strumenti compensativi, come il correttore ortografico, la sintesi vocale o la scrittura al computer.
  • Misure dispensative, come l’esonero da dettati o valutazioni meno rigide sulla correttezza ortografica.

In ambito scolastico, è fondamentale la stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che definisca gli strumenti e le strategie più adatte al singolo alunno.

La disortografia è un disturbo dell’apprendimento che può mettere in difficoltà il bambino a scuola e nella vita quotidiana. Riconoscerla precocemente e intervenire in modo appropriato permette di limitare le difficoltà e, soprattutto, di sostenere la crescita personale ed emotiva del bambino. L’ascolto, la pazienza e una rete di supporto efficace sono gli strumenti più preziosi per accompagnarlo nel suo percorso.

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