Nei primi anni dopo la comparsa delle mestruazioni, il ciclo può essere imprevedibile. Può arrivare in anticipo, presentarsi con settimane di ritardo oppure saltare per qualche mese. Queste variazioni sono spesso legate alla maturazione dell’organismo e non indicano necessariamente un problema. Osservare la frequenza, la durata e l’intensità delle mestruazioni permette però di riconoscere eventuali cambiamenti che meritano un controllo.
Come cambia il ciclo nei primi anni dopo il menarca
Il menarca, cioè la prima mestruazione, compare generalmente durante la pubertà. Nei primi uno o due anni, il sistema ormonale che regola l’ovulazione non è ancora completamente maturo. Per questo motivo, i cicli possono avere una durata variabile e non presentarsi ogni mese con la stessa regolarità.
Nelle adolescenti, un ciclo può normalmente arrivare ogni 21-45 giorni e le mestruazioni possono durare da due a sette giorni. Con il passare del tempo, il ritmo tende a diventare più stabile. È utile annotare le date su un calendario o su un’applicazione, così da avere informazioni precise da riferire al medico.
Ritardi e irregolarità: le cause più frequenti
Durante la pubertà, la causa più comune è la naturale instabilità ormonale. Esistono però anche altri fattori capaci di modificare il ciclo: un cambiamento importante di peso, alcuni farmaci, problemi alla tiroide o la sindrome dell’ovaio policistico.
Quest’ultima può essere associata anche ad acne persistente, aumento della peluria sul viso o sul corpo e difficoltà nella gestione del peso. In presenza di rapporti sessuali, un ritardo deve inoltre portare a considerare la possibilità di una gravidanza, senza imbarazzo e con il supporto di un professionista sanitario.
Il ruolo dello stress, dell’alimentazione e dello sport
Verifiche scolastiche, difficoltà familiari, relazioni con i coetanei e periodi emotivamente impegnativi possono interferire con gli ormoni che regolano le mestruazioni. Anche un’alimentazione insufficiente o troppo restrittiva può rendere il ciclo irregolare o provocarne l’interruzione.
Lo stesso può accadere alle ragazze che praticano allenamenti molto intensi, soprattutto quando l’energia introdotta con il cibo non è sufficiente a compensare quella consumata. Sport e movimento restano fondamentali per il benessere, ma devono essere accompagnati da alimentazione adeguata, recupero e riposo.
Quando è consigliata una visita ginecologica
È opportuno richiedere un controllo quando trascorrono più di 90 giorni tra due mestruazioni, quando il ciclo rimane molto irregolare dopo i primi due anni o quando le mestruazioni durano più di sette giorni. È importante parlarne con il medico anche se il flusso è molto abbondante, provoca stanchezza, pallore o capogiri, oppure costringe la ragazza ad assentarsi da scuola e rinunciare alle attività quotidiane.
Una valutazione è consigliata anche in presenza di forti dolori, perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra, variazioni importanti di peso, acne marcata o crescita eccessiva di peli. La visita ginecologica in adolescenza non comporta necessariamente un esame interno: spesso il primo incontro consiste soprattutto in un colloquio, seguito, se necessario, da analisi o ecografia.
Parlare del ciclo senza vergogna aiuta le adolescenti a conoscere il proprio corpo e a considerare la salute mestruale una parte importante del benessere generale.









