Vedere un bambino con la bocca aperta non significa necessariamente che ci sia un problema. Può succedere durante un raffreddore, dopo una corsa o in presenza di una temporanea congestione nasale. Quando però la respirazione orale diventa abituale, anche durante il sonno, è importante cercarne la causa. Respirare con la bocca, infatti, non è sempre un semplice vizio e può indicare una difficoltà persistente nel passaggio dell’aria attraverso il naso.
Perché alcuni bambini respirano con la bocca
Il naso rappresenta la via naturale attraverso cui dovrebbe passare l’aria. Quando è ostruito, il bambino apre la bocca per riuscire a respirare più facilmente. Questo può accadere durante un’infezione delle vie respiratorie, in presenza di muco abbondante oppure a causa di un’allergia.
Se il comportamento continua anche quando il bambino non è raffreddato, potrebbe esserci un ostacolo che rende più difficile la respirazione nasale. In alcuni casi il bambino si abitua a tenere la bocca aperta anche dopo la risoluzione del problema iniziale. Prima di parlare di cattiva abitudine, però, è necessario verificare che riesca effettivamente a respirare bene con il naso.
I possibili effetti sul sonno e sulla vita quotidiana
La respirazione orale può rendere il sonno più agitato e meno ristoratore. Il bambino può russare, svegliarsi più volte, assumere posizioni insolite oppure dormire con la testa inclinata all’indietro nel tentativo di respirare meglio. Al mattino può avere la bocca asciutta, essere irritabile o sembrare ancora stanco.
Un riposo disturbato può avere conseguenze anche durante il giorno. Alcuni bambini manifestano sonnolenza, difficoltà di concentrazione e scarso rendimento scolastico; altri, soprattutto i più piccoli, possono apparire particolarmente vivaci, impulsivi o irritabili. Tonsille e adenoidi ingrossate possono ostacolare il passaggio dell’aria durante il sonno, causando russamento e frequenti risvegli.
Anche la secchezza della bocca può favorire alito cattivo, fastidio alla gola e una maggiore necessità di bere durante la notte.
Adenoidi, allergie e altre possibili cause
Una delle cause più frequenti è l’ingrossamento delle adenoidi, piccoli tessuti situati nella parte posteriore del naso. Quando aumentano di volume possono ridurre lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria, provocando respirazione rumorosa, bocca aperta e russamento.
Anche tonsille molto grandi, rinite allergica, sinusiti ricorrenti o una deviazione del setto nasale possono rendere difficoltosa la respirazione attraverso il naso. In altri casi il problema può essere legato a caratteristiche anatomiche delle vie respiratorie o a una congestione che tende a ripresentarsi.
Per individuare la causa non è sufficiente osservare che il bambino tiene la bocca aperta. È necessario valutare anche la presenza di russamento, naso chiuso, voce nasale, infezioni frequenti, difficoltà nel sonno o problemi di udito.
Quando rivolgersi al pediatra o allo specialista
È consigliabile parlarne con il pediatra quando il bambino respira abitualmente con la bocca anche durante il giorno, russa quasi tutte le notti o sembra dormire male. La valutazione è particolarmente importante se compaiono pause nella respirazione, risvegli con rumori simili a un soffocamento, sudorazione intensa, posizioni insolite nel sonno o una marcata stanchezza durante il giorno.
Il pediatra potrà stabilire se è necessario il controllo di un otorinolaringoiatra, di un allergologo o di un altro specialista. In presenza di sospette apnee notturne potrebbe essere indicato anche uno studio del sonno, che permette di controllare respirazione, frequenza cardiaca e ossigenazione mentre il bambino dorme.
Osservare come un bambino respira, soprattutto durante la notte, può offrire indicazioni preziose. Intervenire sulla causa consente di migliorare la qualità del sonno, la respirazione e il benessere durante tutta la giornata.









