Durante le vacanze molti adolescenti notano che brufoli e punti neri sembrano diminuire. La pelle appare più asciutta, l’abbronzatura rende meno visibili arrossamenti e imperfezioni e l’acqua di mare dà una sensazione di pulizia. Questo miglioramento, però, è spesso temporaneo. Al rientro può verificarsi una nuova comparsa delle lesioni, talvolta più evidente rispetto a prima.
Il sole e il mare, infatti, non rappresentano una terapia per l’acne.
Perché l’acne sembra migliorare in estate
Una moderata esposizione solare può inizialmente ridurre la visibilità dell’infiammazione. L’abbronzatura uniforma il colore della pelle e maschera le macchie rosse, mentre sole, caldo e salsedine possono diminuire temporaneamente l’untuosità.
Anche l’acqua marina esercita un’azione detergente e leggermente esfoliante, ma non elimina le cause dell’acne, che comprendono eccessiva produzione di sebo, ostruzione dei follicoli, infiammazione e attività batterica.
Se non viene risciacquato, il sale può seccare e irritare la pelle, compromettendone la barriera protettiva. Per questo, dopo il bagno, è consigliabile fare una doccia con acqua dolce e applicare un idratante leggero e non comedogeno.
Il possibile peggioramento dopo l’estate
Un’esposizione solare intensa può provocare disidratazione e ispessimento dello strato più superficiale della pelle. Questo fenomeno può favorire l’accumulo di sebo e cellule morte all’interno dei follicoli. Quando l’abbronzatura inizia a scomparire, punti neri, papule e pustole possono tornare visibili.
Caldo e sudore rappresentano altri possibili fattori aggravanti. Mescolandosi con sebo, batteri e residui di prodotti cosmetici, il sudore può favorire l’ostruzione dei pori. È meglio tamponarlo delicatamente con un asciugamano pulito, evitando di strofinare il viso.
L’esposizione non protetta può inoltre rendere più scure e persistenti le macchie lasciate dai brufoli e aumentare il rischio di cicatrici visibili.
Come proteggere la pelle acneica
Anche chi soffre di acne deve applicare ogni giorno una protezione solare ad ampio spettro, resistente all’acqua e con SPF di almeno 30, preferibilmente 50. È utile scegliere formulazioni oil-free e non comedogene e rinnovare l’applicazione dopo il bagno e ogni due ore.
Le terapie prescritte non devono essere sospese autonomamente durante l’estate. Alcuni trattamenti, tra cui retinoidi, determinati antibiotici e prodotti esfolianti, possono aumentare irritazione o sensibilità alla luce: il dermatologo indicherà come adattarne l’utilizzo.
Scrub aggressivi, saponi sgrassanti e spremitura dei brufoli possono peggiorare l’infiammazione. Se l’acne diventa dolorosa, compaiono noduli profondi, cicatrici o un rapido peggioramento dopo l’estate, è consigliabile una visita dermatologica.
L’acne non ha bisogno di essere “asciugata” dal sole, ma di una cura costante, delicata e adatta al tipo di pelle.









