Durante la gravidanza, soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre, può capitare di avvertire improvvisamente la pancia che diventa dura. In estate questi episodi possono sembrare più frequenti, in particolare dopo una passeggiata, una giornata molto calda o un periodo trascorso in piedi. La disidratazione può contribuire alla cosiddetta irritabilità uterina, ma non tutte le contrazioni devono essere attribuite semplicemente al caldo.
Imparare a osservarne frequenza, durata e intensità è importante per capire quando riposare e quando, invece, contattare il ginecologo o il punto nascita.
Caldo, perdita di liquidi e contrazioni
Durante la gravidanza il fabbisogno di liquidi aumenta. Con le temperature elevate, la sudorazione fa perdere acqua e sali minerali più rapidamente. La disidratazione può manifestarsi con sete intensa, bocca asciutta, debolezza, mal di testa, capogiri e urine scarse o molto scure.
La carenza di liquidi può favorire la comparsa di contrazioni uterine irregolari, soprattutto nelle ultime settimane. Anche attività fisica, stanchezza, vescica piena e rapporti sessuali possono rendere più evidenti le contrazioni preparatorie di Braxton Hicks.
Queste contrazioni tendono a essere discontinue, non diventano progressivamente più intense e spesso diminuiscono cambiando posizione, riposando, svuotando la vescica e bevendo gradualmente.
Come distinguerle dalle contrazioni del travaglio
Le contrazioni del travaglio tendono invece a presentarsi con una certa regolarità, diventando gradualmente più ravvicinate, lunghe e dolorose. Non scompaiono con il riposo e possono essere accompagnate da mal di schiena, pressione verso il basso, perdita del tappo mucoso o rottura delle membrane.
Prima della trentasettesima settimana, contrazioni regolari o ripetute devono essere sempre riferite tempestivamente al medico o al reparto di ostetricia, perché potrebbero indicare una minaccia di parto pretermine.
Non è possibile distinguere con certezza le diverse contrazioni basandosi soltanto sulla loro sensazione: in caso di dubbio è sempre preferibile chiedere una valutazione.
Come prevenire la disidratazione
In estate è utile bere regolarmente durante tutta la giornata, senza aspettare di avere sete. L’acqua resta la scelta principale. È consigliabile portare sempre con sé una borraccia, consumare frutta e verdura e limitare l’esposizione al caldo nelle ore centrali.
La quantità di liquidi necessaria può variare e deve essere concordata con il medico in presenza di problemi renali, cardiaci o altre condizioni particolari.
Occorre contattare subito il punto nascita in caso di contrazioni regolari e dolorose, perdita di liquido o sangue, febbre, dolore persistente o riduzione dei movimenti del bambino. Bere e riposare può ridurre le contrazioni legate alla disidratazione, ma non deve diventare un modo per rimandare un controllo quando sono presenti segnali sospetti.









