Capogiri, vista annebbiata, debolezza improvvisa e sensazione di perdere l’equilibrio sono disturbi abbastanza comuni durante l’adolescenza. In alcuni casi possono precedere uno svenimento, cioè una breve perdita di coscienza causata da una momentanea riduzione del flusso di sangue al cervello. Nella maggior parte dei casi l’episodio è benigno, ma è importante capire in quali circostanze si è verificato e se erano presenti altri sintomi.
Perché capogiri e svenimenti sono frequenti durante l’adolescenza
La forma più comune è la sincope vasovagale. Può comparire dopo essere rimasti a lungo in piedi, essersi alzati troppo velocemente, aver provato un’emozione intensa oppure aver visto sangue. Prima dello svenimento l’adolescente può avvertire nausea, sudorazione, pallore, ronzio alle orecchie e offuscamento della vista.
Anche i cambiamenti legati alla crescita possono rendere più difficile il rapido adattamento della pressione quando si passa dalla posizione sdraiata a quella eretta. Solitamente la perdita di coscienza dura pochi secondi e il recupero è completo e abbastanza rapido.
Pressione bassa, disidratazione e carenza di ferro
La pressione bassa può provocare debolezza, capogiri e sensazione di svenimento, soprattutto al mattino o dopo essere rimasti seduti a lungo. Anche la disidratazione riduce il volume dei liquidi in circolo e può favorire un calo della pressione.
Un’altra possibile causa è la carenza di ferro, che può evolvere in anemia. Il rischio può essere maggiore durante le fasi di crescita rapida e nelle ragazze con mestruazioni abbondanti. Stanchezza persistente, pallore, mal di testa, affanno e difficoltà di concentrazione sono segnali da riferire al medico.
Il ruolo dell’alimentazione, del caldo e dell’attività fisica
Saltare la colazione o trascorrere molte ore senza mangiare può causare debolezza, tremori e capogiri. Durante l’estate il caldo e la sudorazione aumentano la perdita di liquidi e sali minerali, soprattutto durante lo sport.
Gli adolescenti dovrebbero bere regolarmente, alimentarsi in modo equilibrato e concedersi un recupero adeguato dopo l’attività fisica. Se compaiono i primi segnali di svenimento, è opportuno sdraiarsi con le gambe leggermente sollevate oppure sedersi abbassando la testa tra le ginocchia. Bisogna rialzarsi lentamente solo quando il malessere è completamente passato.
Quando è necessario rivolgersi al medico
Dopo uno svenimento è consigliabile informare il pediatra o il medico, soprattutto se si tratta del primo episodio o se il problema tende a ripetersi. La valutazione può comprendere il controllo della pressione, esami del sangue e, quando necessario, un elettrocardiogramma.
È necessario richiedere assistenza urgente se lo svenimento avviene durante l’attività fisica, se è accompagnato da dolore al petto, palpitazioni, difficoltà respiratoria, forte mal di testa o movimenti convulsivi. Meritano particolare attenzione anche una perdita di coscienza prolungata, un recupero incompleto, un trauma provocato dalla caduta oppure una storia familiare di aritmie o morte cardiaca improvvisa.
Se il ragazzo non riprende rapidamente conoscenza, non respira normalmente o manifesta sintomi importanti, bisogna chiamare il 112 o il 118. Riconoscere le circostanze e i segnali associati permette di distinguere un episodio comune da una situazione che richiede accertamenti tempestivi.









