L’estate è sinonimo di vacanze, serate con gli amici, videogiochi fino a tardi e ore trascorse davanti allo smartphone. Per gli adolescenti è normale modificare i propri ritmi durante la pausa scolastica, ma quando le notti diventano troppo corte o gli orari del sonno si spostano eccessivamente, le conseguenze possono farsi sentire già dopo pochi giorni.
Durante l’adolescenza il cervello attraversa una fase di profondo sviluppo e il sonno rappresenta uno degli elementi fondamentali per il benessere fisico e mentale. Dormire poco non significa soltanto sentirsi stanchi: può influenzare l’umore, la capacità di apprendere, le prestazioni sportive e persino le relazioni con gli altri.
Perché gli adolescenti fanno più fatica ad addormentarsi?
Con la pubertà cambia il ritmo biologico dell’organismo. La produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno, tende a spostarsi in avanti, rendendo naturale addormentarsi più tardi rispetto ai bambini o agli adulti. Se a questo si aggiungono l’uso dello smartphone, dei social network, delle piattaforme di streaming e dei videogiochi nelle ore serali, il rischio è quello di posticipare sempre di più l’orario in cui si va a letto.
Durante l’estate, inoltre, vengono meno gli orari imposti dalla scuola e molti ragazzi finiscono per addormentarsi all’alba e svegliarsi a metà giornata, alterando completamente il ritmo sonno-veglia.
Gli effetti sull’umore
Una carenza di sonno può rendere gli adolescenti più irritabili, impulsivi e meno tolleranti alle frustrazioni. Anche piccoli problemi quotidiani possono sembrare insormontabili e diventare motivo di conflitto con genitori, fratelli o amici.
Dormire poco aumenta inoltre il rischio di ansia, tristezza, calo della motivazione e difficoltà nella gestione delle emozioni. Per questo motivo un cambiamento improvviso del carattere durante l’estate non dovrebbe essere sempre liquidato come una semplice “fase adolescenziale”.
Meno concentrazione e memoria
Il sonno svolge un ruolo fondamentale nei processi di apprendimento. Durante la notte il cervello organizza e consolida le informazioni acquisite durante il giorno.
Quando il riposo è insufficiente, diminuiscono attenzione, memoria e capacità di concentrazione. Anche chi durante l’estate frequenta corsi, prepara esami di recupero o svolge attività creative può accorgersi di fare più fatica a mantenere la concentrazione e a ricordare ciò che ha studiato.
Sport e prestazioni fisiche
Molti adolescenti continuano ad allenarsi anche durante i mesi estivi. Tuttavia, dormire poco può compromettere la qualità dell’allenamento.
La carenza di sonno riduce i tempi di reazione, la coordinazione, la precisione dei movimenti e la capacità di recupero muscolare. Inoltre aumenta il rischio di piccoli infortuni, soprattutto negli sport che richiedono rapidità, equilibrio e concentrazione.
Anche la percezione della fatica cambia: chi dorme poco tende a sentirsi più stanco e ad avere prestazioni inferiori rispetto alle proprie reali possibilità.
Come favorire un sonno di qualità
Anche in estate è utile mantenere alcune semplici abitudini:
- cercare di andare a dormire e svegliarsi a orari simili ogni giorno;
- evitare smartphone, tablet e videogiochi almeno un’ora prima di coricarsi;
- limitare bevande energetiche e caffeina nelle ore serali;
- praticare attività fisica durante il giorno, evitando allenamenti molto intensi poco prima di andare a letto;
- creare un ambiente fresco, silenzioso e poco illuminato.
Quando è opportuno chiedere un consulto
Se il ragazzo continua ad avere importanti difficoltà ad addormentarsi, si sveglia frequentemente durante la notte, manifesta una sonnolenza eccessiva durante il giorno oppure il sonno influisce in modo evidente sull’umore, sul rendimento scolastico o sull’attività sportiva, è consigliabile parlarne con il pediatra o con uno specialista.
Intervenire precocemente permette spesso di correggere abitudini scorrette e individuare eventuali disturbi del sonno, aiutando l’adolescente a vivere l’estate con maggiore energia, equilibrio e benessere.









